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Chiedimi cosa mi piace

15,00 

I colori magici dell’autunno. Un padre e una figlia. E una giornata come tante che diventa un momento perfetto. In uno splendido pomeriggio d’autunno, padre e figlia passeggiano nel parco
“Cosa ti piace?”
“Mi piacciono i cavalli.”
“Chiedimi cos’altro mi piace.”
“Cos’altro ti piace?”
“Mi piace scavare nella sabbia”…
E così una giornata ordinaria diventa un momento unico e prezioso.
Momenti di ordinaria felicità, in una giornata qualunque che diventa unica e speciale, nel dialogo parlato e nei gesti che mettono in relazione profonda un papà e la sua bimba.
Un libro che è diventato un classico della lettura a voce alta e da regalare come libro-dedica ad ogni età.
RECENSIONE – SCAFFALE BASSO – Se volete un libro che vi faccia innamorare dell’autunno (ma non solo di quello!), correte, correte a procurarvi l’ultimo libro illustrato da Suzy Lee e scritto da Bernard Waber, autore da poco scomparso, famosissimo negli Stati Uniti ma praticamente sconosciuto in Italia.
L’albo è splendido e fonda la sua straordinarietà nell’unirsi inaspettato di parole e immagini che non hanno una relazione immediata ma che, inaspettatamente, come succede nei libri più riusciti, si completano e dialogano in modo così naturale ed eccezionale da lasciare a bocca aperta! Un bimba con il suo papà si preparano ad uscire, lo fanno nei risguardi e nel frontespizio, prima ancora che la narrazione incominci (Suzy Lee ha davvero una consapevolezza degli spazi e dei tempi dell’oggetto libro incredibili!). La piccola protagonista (identica a quella de L’onda), dà il via al movimento della storia dialogando con il suo papà, ancora forse infreddolito e stranito da quella che sembra una inusuale giornata da dedicare alla sua bambina: «Chiedimi cosa mi piace». «Cosa ti piace?». L’interazione altalenante e il differente colore del testo (nero per la bambina, azzurro per il papà) ricorda esattamente il movimento delle onde con cui la protagonista del più famoso silent book di Suzy Lee giocava e interagiva.
La storia sfila tra domande e risposte: «Mi piacciono i cani. Mi piacciono i gatti. Mi piacciono le tartarughe. Mi piacciono le anatre.» «Le anatre in cielo? O le anatre in acqua?»… «Chiedimi cos’altro mi piace» «Cos’altro ti piace?» «MI piacciono i cavalli, No, mi piace cavalcarli» «Ne hai cavalcato uno?» «Sulla giostra. Ricordi? Sì che ti ricordi» «Mi ricordo». Il dialogo è intimo e intreccia ricordi, sensazioni ed episodi che difficilmente potrebbero essere condivisi al di fuori di un alveo familiare fatto di condivisione dei più minuti attimi di vita. La bambina mostra quel desiderio di riconoscimento amoroso e condivisione di sé tipico dei figli piccoli, offrendo al suo papà i suoi pensieri e reclamando il suo interesse e le sue domande. Il papà assiste con uno stupore e un coinvolgimento fisico crescente allo spettacolo che sono sua figlia e la sua vita.
«Chiedimi cos’altro mi piace» «Cos’altro ti piace?» «Mi piacciono le storie. Mi piacciono le storie sugli orsi».
Lo svolgersi cadenzato di questo dialogo prende vita in una giornata autunnale satura di colori, in una passeggiata in un parco dove le tonalità di giallo, rosso, arancione e verde reclamano prepotentemente l’attenzione. E se le immagini a volte sono lo spunto per le domande della piccola protagonista, in altri casi non vi è alcuna relazione. Eppure le parole così semplici, magari non scontate, ma ordinarie, rendono il testo intimo e tirano fuori l’adulto da se stesso, lo chiamano con forza nel mondo, fra le foglie rosse appena cadute, nei prati gialli di foglie secche. Se non ci fossero i prati ingialliti con gli ultimi fiori, gli arancioni intensi delle chiome tra gli schizzi blu della fontana, se non ci fosse il cielo incorniciato dai rossi intensi delle foglie… il testo non avrebbe la sua forza. È contagiosa la febbre di vita e le mani in tasca del papà non durano a lungo: gli abbracci, le mani accarezzate, le corse, il fiatone, le scarpe tolte e le sensazione sotto ai piedi, i palloncini e il profumo di quella pelle bambina. Il cielo è bianco, non scandisce il tempo e quando si ritorna a casa sembra trascorso forse solo un minuto. Ma c’è ancora tempo per affermare un legame che forse quelle ore al parco hanno ricordato. «Mi piace giovedì prossimo. Sai perché mi piace giovedì prossimo?» «Perché ti piace giovedì prossimo?» … «È il mio compleanno. Lo sai» «E come potrei dimenticarmene» «Non puoi». A questo punto abbandonarsi sereni al sonno è naturale. «Buonanotte» «Buonanotte. Per favore lascia la porta aperta» «La porta è aperta» «Buonanotte» «Aspetta chiedimi qualcos’altro» «Cosa?» «Chiedimi se voglio un altro bacio della buonanotte» «Vuoi un altro bacio della buonanotte?». È davvero un prodigio quello che riesce ad unire le parole alle immagini di questo libro. Un libro intenso che non cede al mieloso sentimento ma che racconta della fiducia, del calore, dello stupore, dell’abbandono lieto nelle braccia di chi ti vuol bene. Dai bambini si può sempre imparare, dai figli di più.
Un libro consigliatissimo, di quelli da avere (!) in questo autunno, ma anche in ogni altra stagione, per l’eccezionale intensità che riesce a contenere! P.S. Avrei forse mantenuto il titolo più aperto, come era nell’originale (Ask me), senza vincolarlo a “cosa mi piace”: avrebbe avuto un respiro, se possibile, ancora più ampio!

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I colori magici dell’autunno. Un padre e una figlia. E una giornata come tante che diventa un momento perfetto. In uno splendido pomeriggio d’autunno, padre e figlia passeggiano nel parco
“Cosa ti piace?”
“Mi piacciono i cavalli.”
“Chiedimi cos’altro mi piace.”
“Cos’altro ti piace?”
“Mi piace scavare nella sabbia”…
E così una giornata ordinaria diventa un momento unico e prezioso.
Momenti di ordinaria felicità, in una giornata qualunque che diventa unica e speciale, nel dialogo parlato e nei gesti che mettono in relazione profonda un papà e la sua bimba.
Un libro che è diventato un classico della lettura a voce alta e da regalare come libro-dedica ad ogni età.
RECENSIONE – SCAFFALE BASSO – Se volete un libro che vi faccia innamorare dell’autunno (ma non solo di quello!), correte, correte a procurarvi l’ultimo libro illustrato da Suzy Lee e scritto da Bernard Waber, autore da poco scomparso, famosissimo negli Stati Uniti ma praticamente sconosciuto in Italia.
L’albo è splendido e fonda la sua straordinarietà nell’unirsi inaspettato di parole e immagini che non hanno una relazione immediata ma che, inaspettatamente, come succede nei libri più riusciti, si completano e dialogano in modo così naturale ed eccezionale da lasciare a bocca aperta! Un bimba con il suo papà si preparano ad uscire, lo fanno nei risguardi e nel frontespizio, prima ancora che la narrazione incominci (Suzy Lee ha davvero una consapevolezza degli spazi e dei tempi dell’oggetto libro incredibili!). La piccola protagonista (identica a quella de L’onda), dà il via al movimento della storia dialogando con il suo papà, ancora forse infreddolito e stranito da quella che sembra una inusuale giornata da dedicare alla sua bambina: «Chiedimi cosa mi piace». «Cosa ti piace?». L’interazione altalenante e il differente colore del testo (nero per la bambina, azzurro per il papà) ricorda esattamente il movimento delle onde con cui la protagonista del più famoso silent book di Suzy Lee giocava e interagiva.
La storia sfila tra domande e risposte: «Mi piacciono i cani. Mi piacciono i gatti. Mi piacciono le tartarughe. Mi piacciono le anatre.» «Le anatre in cielo? O le anatre in acqua?»… «Chiedimi cos’altro mi piace» «Cos’altro ti piace?» «MI piacciono i cavalli, No, mi piace cavalcarli» «Ne hai cavalcato uno?» «Sulla giostra. Ricordi? Sì che ti ricordi» «Mi ricordo». Il dialogo è intimo e intreccia ricordi, sensazioni ed episodi che difficilmente potrebbero essere condivisi al di fuori di un alveo familiare fatto di condivisione dei più minuti attimi di vita. La bambina mostra quel desiderio di riconoscimento amoroso e condivisione di sé tipico dei figli piccoli, offrendo al suo papà i suoi pensieri e reclamando il suo interesse e le sue domande. Il papà assiste con uno stupore e un coinvolgimento fisico crescente allo spettacolo che sono sua figlia e la sua vita.
«Chiedimi cos’altro mi piace» «Cos’altro ti piace?» «Mi piacciono le storie. Mi piacciono le storie sugli orsi».
Lo svolgersi cadenzato di questo dialogo prende vita in una giornata autunnale satura di colori, in una passeggiata in un parco dove le tonalità di giallo, rosso, arancione e verde reclamano prepotentemente l’attenzione. E se le immagini a volte sono lo spunto per le domande della piccola protagonista, in altri casi non vi è alcuna relazione. Eppure le parole così semplici, magari non scontate, ma ordinarie, rendono il testo intimo e tirano fuori l’adulto da se stesso, lo chiamano con forza nel mondo, fra le foglie rosse appena cadute, nei prati gialli di foglie secche. Se non ci fossero i prati ingialliti con gli ultimi fiori, gli arancioni intensi delle chiome tra gli schizzi blu della fontana, se non ci fosse il cielo incorniciato dai rossi intensi delle foglie… il testo non avrebbe la sua forza. È contagiosa la febbre di vita e le mani in tasca del papà non durano a lungo: gli abbracci, le mani accarezzate, le corse, il fiatone, le scarpe tolte e le sensazione sotto ai piedi, i palloncini e il profumo di quella pelle bambina. Il cielo è bianco, non scandisce il tempo e quando si ritorna a casa sembra trascorso forse solo un minuto. Ma c’è ancora tempo per affermare un legame che forse quelle ore al parco hanno ricordato. «Mi piace giovedì prossimo. Sai perché mi piace giovedì prossimo?» «Perché ti piace giovedì prossimo?» … «È il mio compleanno. Lo sai» «E come potrei dimenticarmene» «Non puoi». A questo punto abbandonarsi sereni al sonno è naturale. «Buonanotte» «Buonanotte. Per favore lascia la porta aperta» «La porta è aperta» «Buonanotte» «Aspetta chiedimi qualcos’altro» «Cosa?» «Chiedimi se voglio un altro bacio della buonanotte» «Vuoi un altro bacio della buonanotte?». È davvero un prodigio quello che riesce ad unire le parole alle immagini di questo libro. Un libro intenso che non cede al mieloso sentimento ma che racconta della fiducia, del calore, dello stupore, dell’abbandono lieto nelle braccia di chi ti vuol bene. Dai bambini si può sempre imparare, dai figli di più.
Un libro consigliatissimo, di quelli da avere (!) in questo autunno, ma anche in ogni altra stagione, per l’eccezionale intensità che riesce a contenere! P.S. Avrei forse mantenuto il titolo più aperto, come era nell’originale (Ask me), senza vincolarlo a “cosa mi piace”: avrebbe avuto un respiro, se possibile, ancora più ampio!

Additional information

Weight 0,00 kg
Titolo

Chiedimi cosa mi piace

Autore

Bernard Waber, Suzy Lee

Editore/Marca

Terre di Mezzo

ISBN

9788861894006

Anno di pubblicazione

2016

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